Ri-pensare i confini

Ri-pensare i confini

 

12.01-10.02 / 2022

In collaborazione con il Museo etnografico della valle di Muggio

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Mercoledì 12 gennaio 20.45

LA CORDILLERA DE LOS SUEÑOS di Patricio Guzmán

Cile, 2019
v.o. spagnolo, st. italiano, 85′
L’Oeil d’Or (Miglior documentario), Cannes 2019

Dopo essere andato a Nord, nel deserto di Atacama, per Nostalgia della luce, ed essere stato a Sud, in Patagonia, per La memoria dell’acqua, Patricio Guzmán chiude con La cordigliera dei sogni la trilogia sul territorio fisico cileno indagato come testo emotivo, mémoir di un periodo storico – la dittatura di Pinochet – che ha riscritto una cultura antica di ventimila anni e ferito il paese in ogni centimetro della sua superficie. Per il regista cileno, che ha lasciato la sua terra dopo il colpo di Stato del ‘73 e non è mai tornato a viverci, superare la cordigliera delle Ande significa entrare nel paese dell’infanzia, viaggiare nel passato, in un luogo che non ha più carattere di realtà materiale, trasfigurato com’è dai tanti anni di distanza e di reinvenzione.

 

Mercoledì 19 gennaio 20.45

BROKEN LAND di Stéphanie Barbey e Luc Peter

Svizzera, 2014
v.o. inglese, st. tedesco/francese, 75′

Da qualche parte lungo la sterminata frontiera che separa gli Stati Uniti dal Messico, in un paesaggio desertico, una piccola comunità di americani vive la propria quotidianità all’ombra del muro eretto per proteggerla dall’immigrazione clandestina. Ciascuno osserva le tracce lasciate dal passaggio dei migranti che oltrepassano il confine: ombre mobili sui monitor delle telecamere di sorveglianza, ossa scolorite dal sole o semplici impronte nella sabbia. Per questi abitanti combattuti tra la paura, il rifiuto e, talvolta, la compassione, la fantomatica presenza di queste persone di passaggio diventa un’ossessione.

Introduce il giornalista e scrittore Emiliano Bos, dal 2015 al 2021 corrispondente RSI dagli Stati Uniti.

 

Mercoledì 26 gennaio 20.45

BORDER – CREATURE DI CONFINE (GRÄNS) di Ali Abbasi

Svezia/Danimarca, 2018

v.o. danese, st. tedesco/francese, 101′

con Eva Melander, Eero Milonoff, Jörgen Thorsson, Viktor Åkerblom, Joakim Olsson, Andreas Kundler

Premio Un certain regard, Cannes 2018

Tina ha un fisico massiccio e un naso eccezionale per fiutare le emozioni degli altri. Impiegata alla dogana, è infallibile nel rilevare sostanze e comportamenti illeciti. Viaggiatore dopo viaggiatore, avverte la loro paura, la vergogna, la colpa. Tina sente tutto e non si sbaglia mai. Almeno fino al giorno in cui Vore non attraversa la frontiera e sposta i confini della sua conoscenza più in là. Vore sfugge al suo fiuto ed esercita su di lei un potere di attrazione che non riesce a comprendere. Sullo sfondo di un’inchiesta criminale, Tina lascia i freni e si abbandona a una relazione selvaggia che le rivela presto la sua vera natura.

 

Mercoledì 2 febbraio 20.45

EASY LIVING – – LA VITA FACILE

di Orso e Peter Miyakawa

Italia, 2019

v.o. italiano, 93′

con Manoel Hudec, Alberto Boubakar Malanchino, Camilla Semino Favro, James Miyakawa

Prima svizzera

Un ragazzino di quattordici anni, una giovane universitaria che contrabbanda medicine sulla frontiera italo-francese e un bizzarro maestro di tennis americano che sogna di fare il pittore… Le loro vite vengono scombussolate dall’incontro con un migrante clandestino che cerca di passare il confine con la Francia. Siamo a Ventimiglia e tra tennis club, cene consumate a lume di candela e vecchi film visti al cinema, l’improbabile trio composto da Brando, Camilla e Don, insieme a Elvis, legati tra loro da un insolito legame di amicizia, affronterà una missione rocambolesca. Una piccola storia che riesce a parlare di migranti senza retorica e con leggerezza.

 

Giovedì 10 febbraio 20.45

STORIA DI CONFINE di Bruno Soldini

Svizzera, 1972

v.o. italiano, 95′

con Fabio Garriba, Giampiero Albertini, Francesca Romana Coluzzi, Ezio Sancrotti, Remo Varisco, Pino Bernasconi

Sul finire della Seconda guerra mondiale, un villaggio assiste e partecipa alla contesa tra guardie di confine e contrabbandieri. Tra buoni e cattivi affari, ipocrisie, slancio di vita, amori interessati e dubbi esistenziali, il racconto, che offre uno spaccato fresco e realistico della vita rurale, sfocia in tragedia.

«Storia di confine è il primo lungometraggio concepito e realizzato nella Svizzera Italiana. L’argomento era il “contrabbando di fatica”, quello praticato tra mille pericoli dalla povera gente di confine, per far sopravvivere la famiglia in tempo di guerra. Una storia che aveva a che fare con la mia infanzia. Il film ottenne un’ottima critica al Festival del cinema svizzero di Soletta e il terzo premio a quello internazionale di Taormina, in mezzo a colossal giapponesi e americani e a importanti produzioni europee» (Bruno Soldini)

Con la partecipazione del regista Bruno Soldini.

 

 

 

 

 

 

 

 

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