Stupore

Stupore

STUPORE

11 febbraio – 4 marzo 2026

Vai alla locandina

Quattro film che raccontano il senso di meraviglia che si prova davanti a qualcosa di potente, più grande di noi, qualcosa che ci fa sentire piccoli ma che proprio per questo ci porta a rivalutare le nostre relazioni, il nostro modo di essere nel mondo.

Immaginare l’invisibile è quello che unisce scienziati e artisti nel documentario di Valerio Jalongo, che di fronte al più grande acceleratore di particelle al mondo, l’LHC del CERN, dice: “è una macchina diversa da tutte le altre: non fabbrica cose, non fa parte di un ciclo di produzione. Per me è una macchina poetica, perché non è utile. Non serve a nulla, se non a cercare risposte”. Ed è sorprendente, per noi comuni mortali, scoprire come scienziati e artisti, nella loro spinta verso la conoscenza, siano ispirati dalla stessa ricerca di bellezza e armonia.

Il film Arca russa di Alexander Sokurov è girato in un unico piano sequenza, cioè con un’unica ripresa senza tagli di montaggio, un exploit tecnico (e fisico) che va di pari passo con l’eccezionalità della messa in scena all’interno del museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, dove arte e storia si intrecciano in un affresco grandioso davanti ai nostri occhi spalancati.

Di altro genere è lo stupore che suscita Il nuovo Vangelo del regista svizzero Milo Rau, una delle figure più interessanti del panorama teatrale e culturale contemporaneo. Un Gesù nero non si era mai visto, tanto meno un Gesù impersonato da un attivista politico che combatte per i diritti dei migranti, lavoratori schiavizzati nelle campagne del Sud Italia. Sono loro gli ultimi, i dannati della terra, i dimenticati del nostro tempo. La loro è una rivolta della dignità che, tra Pasolini e Capossela, riporta il Vangelo alle sue origini rivoluzionarie.

E per finire, un film… senza parole, un classico del cinema muto: The Lodger – A Story of the London Fog (Il pensionante), di Alfred Hitchcock. Il contrabbassista Simon Quinn e il suo quartetto l’accompagneranno con una nuova colonna sonora, composta appositamente in occasione del 125° anniversario della nascita di Hitchcock (1899). La magia del cinema muto con la musica dal vivo, per quello che lo stesso regista ha definito “il mio primo vero film”, il primo a dettare le regole della suspense e a gettare le basi del thriller moderno.

 

11 febbraio ore 20.30

Il senso della bellezza Arte e scienza al CERN

regia: Valerio Jalongo; fotografia: Alessandro Pesci, Leandro Monti; montaggio: Massimo Fiocchi; musiche originali Maria Bonzanigo, Carlo Crivelli eseguite dall’OSI diretta da Kevin Griffiths

Svizzera, Italia 2017; 75’; v.o. italiano, inglese; st. italiano

 

Un’esplorazione del legame tra scienza e bellezza attraverso il lavoro di scienziati del CERN

Svelando i segreti del laboratorio sotterraneo del CERN di Ginevra, il centro di ricerca europeo che gestisce il più grande laboratorio del mondo di fisica delle particelle, il film mostra come l’armonia e la bellezza rappresentino dei principi ispiratori tanto per gli scienziati quanto per gli artisti. Le gigantesche macchine del CERN catturano immagini con la stessa misteriosa energia delle opere di artisti quali Olafur Eliasson, Michael Hoch, Carla Scaletti e molti altri. Mentre le immagini raccontano la spiritualità dell’essere umano e il rapporto con la natura, gli scienziati sono confrontati agli stessi grandi interrogativi dei filosofi e dei mistici, sull’universo, sulla nostra origine e il nostro destino. Alcuni al CERN credono in Dio, altri nei numeri, ma tutti si rendono conto che la natura sfuggente della materia può essere compresa solo con un sesto o settimo senso: il senso della bellezza.

 

18 febbraio ore 20.30

Arca russa (Russkij kovcheg)

regia: Alexander Sokurov; sceneggiatura: Alexander Sokurow, Anatoli Nikiforow; fotografia: Tilman Büttner

con: Sergey Dreiden, Maria Kuznetsova, Leonid Mozgovoy, David Giorgobiani, Alexander Chaban

Russia 2002, 99’, v.o. russo, sottotitoli in italiano

 

Un esercizio di regia, un viaggio nell’arte, un reportage dalla storia

Un regista contemporaneo si ritrova magicamente nel Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo nel XVIII secolo. Lì, incontra un disincantato diplomatico francese del XIX secolo e i due uomini diventano complici di uno straordinario viaggio nel tempo attraverso il turbolento passato della Russia. Mentre il loro girovagare nelle sale del museo si svolge in un’unica ripresa, girata con una speciale steadycam e senza alcun montaggio, si trovano ad assistere a scene sorprendenti: Pietro il Grande che frusta i suoi generali, Caterina la Grande che sfreccia nei corridoi cercando una toilette, la famiglia dell’ultimo zar che siede a tavola senza preoccuparsi dei bolscevichi…Per il grande Sokurov, l’Hermitage è l’Arca russa che conserva amorevolmente l’arte e la storia in attesa che il mondo veda giorni migliori.

 

25 febbraio ore 20.30

Il Nuovo Vangelo (Das neue Evangelium)

regia: Milo Rau; sceneggiatura: Milo Rau; fotografia: Thomas Eirich Schneider; montaggio: Katja Grindenberg

con: Yvan Sagnet, Marcello Fonte, Enrique Irazoqui, Maia Morgenstern

colonna sonora: Elia Rediger, Ras Bamba, Vinicio Capossela

Germania-Svizzera 2020; 107′; v.o. italiano, francese, inglese; sottotitoli in italiano

 

Il Vangelo come la Passione di un’intera civiltà

Cosa avrebbe predicato Gesù nel XXI secolo? Chi sarebbero i suoi discepoli? Milo Rau torna alle origini del Vangelo a Matera, mostrando la nostra società, ingiusta e colma di diseguaglianze. Nei panni del figlio di Dio, Yvan Sagnet, attivista politico, protagonista della battaglia per il riconoscimento dei diritti dei migranti arrivati in Europa dal Mediterraneo, ridotti in schiavitù nei campi di pomodori e costretti a vivere nei ghetti in condizioni disumane. In un gioco di rimandi tra documentario di denuncia, messa in scena teatrale e finzione cinematografica, Milo Rau chiama a recitare anche cittadini di Matera, insieme ad attori e attrici come Enrique Irazoqui (Gesù in Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini), Maia Morgenstern (Maria in La Passione di Cristo di Mel Gibson), Marcello Fonte (miglior attore a Cannes 2017 per Dogman). Il potere e la bellezza del messaggio di una “resurrezione” che può compiersi nella società civile, sia essa credente o laica.

 

4 marzo 2026 ore 20.30

The Lodger – A Story of the London Fog (Il pensionante)

regia: Alfred Hitchcock; sceneggiatura: Eliot Stannard, Alfred Hitchcock; fotografia: Gaetano Ventimiglia, Hal Young; montaggio Ivor Montagu

con: Ivor Novello, June Tripp, Malcolm Keen, Marie Ault…

Regno Unito 1927, bianco e nero, muto, 80’

Con accompagnamento dal vivo del Simon Quinn Quartett

Simon Quinn, contrabbasso e composizione; Nolan Quinn,  tromba; Stefan Nagler, piano; Brian Quinn, batteria

 

Un classico del muto con la musica eseguita dal vivo

Un assassino di donne si aggira nella nebbia londinese. Le sue vittime sono tutte bionde e sul luogo del delitto non manca mai un bigliettino da visita che recita: “Il vendicatore”. La descrizione del personaggio ricercato si addice perfettamente al misterioso sconosciuto che ha preso alloggio in città presso una famiglia semplice. A poco a poco, gli indizi che fanno apparire pericoloso il nuovo inquilino (Ivor Novello) diventano sempre più inquietanti. E Daisy, la figlia del padrone di casa, è persino bionda…

Dal 2007, il contrabbassista Simon Quinn scrive colonne sonore per i classici dell’epoca del cinema muto e le esegue dal vivo con i suoi fratelli e altri musicisti ospiti. In occasione del 125° anniversario della nascita di Alfred Hitchcock, ha composto una nuova colonna sonora per The Lodger su suggerimento del cinema Savoy di Bordesholm (Germania).

11.02 - 04.03 / 2026
Prev project Next project