Cinema norvegese contemporaneo

Cinema norvegese contemporaneo

Il valore dei sentimenti

29.09 – 03.11 / 2026

Locandina

 

Rubiamo questo titolo al film di Joachim Trier Sentimental Value (2025), che ha avuto un’ampia diffusione nelle nostre sale e che in questa rassegna sarà riproposto solo a Bellinzona. La maggior parte dei film che presentiamo ruota infatti attorno al tema delle relazioni sentimentali e/o sessuali, delle relazioni famigliari e extra-famigliari. Non lasciamoci ingannare: il titolo “Il valore dei sentimenti” non è da intendere come un invito a crogiolarsi in storie “sentimentali” ispirate da qualche romanzo rosa, ma piuttosto come un’analisi profonda dell’intimità delle persone, contrassegnata da continui dubbi, ripensamenti, crisi esistenziali mai risolte del tutto. È un dato di fatto che il cinema norvegese sta vivendo da alcuni anni una fase di straordinaria vitalità creativa, che l’ha fatto conoscere e apprezzare al di fuori dei confini nazionali. La rassegna proposta dai cineclub ticinesi mette in evidenza soprattutto due registi: il primo è Joachim Trier, il più conosciuto, di cui saranno presentati 3 film: il più “vecchio” di tutti, Oslo, August 31th (2011), The Worst Person in the World (2021), rispettivamente secondo e terzo capitolo della sua “Trilogia di Oslo” (il primo era Reprise, del 2006) e il già citato e celebrato Sentimental Value; il secondo è Dag Johan Haugerud, anch’egli autore di una sua “Trilogia di Oslo”, che comprende Sex, Love e Dreams (2024), tutti presenti nei programmi di Bellinzona, Locarno e Lugano. Come nel caso di Joachim Trier, anche per Haugerud la città di Oslo non è solo lo sfondo su cui si agitano le inquietudini sentimentali dei personaggi, ma assurge a vera protagonista dei film. Se nei film di Trier si possono rintracciare reminiscenze bergmaniane per la profondità dell’analisi psicologica, ma anche influenze del cinema di Wong Kar-way e di quello di Richard Linklater per l’ambientazione urbana e la narrazione frammentata, in quelli di Haugerud il modello incontrastato è quello di Eric Rohmer (a cui il regista aveva dedicato la sua tesi di laurea) per un cinema essenzialmente basato sulla parola, che smentisce le aspettative voyeuristiche dello spettatore suscitate dai titoli. Completano la rassegna tre film di altri registi (due donne e un uomo): Ninjababy di Yngvild Sve Flikke, con la sua rappresentazione fresca e ironica, che combina commedia, dramma e animazione, di una gravidanza non voluta; Solomamma di Janicke Askevold, che al contrario è la difesa di una maternità non convenzionale; e Armand di Halfdan Ullman Tøndel (nipote di Liv Ullman e Ingmar Bergman), che si svolge tra le mura soffocanti di una scuola elementare dove una strepitosa Renate Reinsve (madre atipica) viene convocata in seguito alle accuse mosse al figlio di molestie sessuali nei confronti di un compagno. Essere (o non essere) madri, compagni e compagne fedeli (o infedeli), tensioni e dubbi nel far combaciare (o nel separare) amore e sesso: sono questi i temi di quasi tutti i film della rassegna, affrontati con notevole scavo psicologico e con sorprendente maestria stilistica. Grazie soprattutto ad ottime attrici ed ottimi attori, quasi tutti provenienti dal teatro, fra i quali primeggia Renate Reinsve (presente nei tre film di Joachim Trier in programma, premiata a Cannes per la miglior interpretazione femminile in The Worst Person in the World, candidata al Golden Globe, al Critic Choice Award, al premio Bafta e agli Oscar come miglior attrice protagonista per Sentimental Value). Al cinema norvegese i Circoli di Locarno e Bellinzona avevano già dedicato una rassegna nel 2018, ma allora non erano ancora emersi gli autori che qui presentiamo e lo stesso Joachim Trier non godeva ancora della fama internazionale di cui gode oggi (la sua consacrazione è avvenuta in fondo con The Worst Person in the World, nel 2021, grazie al premio ricevuto a Cannes da Renate Reinsve e a numerosi riconoscimenti in altri festival). Tutti i film in programma (con l’eccezione di Oslo, August 31th), sono stati realizzati dopo il 2020, molti negli ultimi due anni. Tornare sul paese scandinavo omaggiando la sua attuale vitalissima cinematografia è quindi più che legittimo. Come può essere utile che lo spettatore sia chiamato a riflettere sul “valore dei sentimenti”, magari mettendo in discussione anche i propri.

Michele Dell’Ambrogio, Circolo del cinema Bellinzona

 

Mercoledì 7 ottobre, ore 20.30

NINJABABY 

di Yngvild Sve Flikke

con Kristine Kujath Thorp, Arthur Berning, Nader Khademi, Tora Christine Dietrichson, Silvya Nymoen

Norvegia 2021; v.o. norvegese; st. francese,tedesco; colore; 103

Orso di Cristallo Generation 14+, Berlino 2021. Best Comedy, European Film Awards

 

Rakel ha 22 anni, vive a Olso con l’amica Ingrid, ha talento per il disegno ma ha mollato la scuola di design. La sera ama divertirsi, tra alcol, droga e sesso occasionale. Sentendosi fisicamente strana, fa un test di gravidanza e scopre con orrore di essere incinta. Convinta che il padre sia l’istruttore di aikido Mos, Rakel si fa accompagnare da lui alla clinica per abortire, ma qui ha un’altra sorpresa: è incinta di sei mesi e mezzo, e nessuno può autorizzare l’aborto. Cosa fare dunque?

Commedia sentimentale con inserti d’animazione e racconto generazionale, il film di Yngvild Sve Flikke procede con un ritmo incalzante e nervoso, simile alla sua protagonista piena di vitalità ed energia, ragazza a cui piace fare la dura, come le dice l’uomo che potrebbe amarla, ma abbastanza umana da ammettere di avere paura. Ninjababy è un film figlio dei nostri tempi: racconta la storia più vecchia del mondo – quella di una ragazza vittima di sé stessa e delle regole di una società inevitabilmente maschilista – senza pietismi, commentando gli eventi “a lato”, con ironia e sarcasmo, frullando romanticismo e grottesco, volgarità e turpiloquio.

(da Roberto Manassero, in mymovies.it, 20 settembre 2022)

 

Mercoledì 14 ottobre, ore 20.30

THE WORST PERSON IN THE WORLD (La persona peggiore del mondo)

di Joachim Trier

con Renate Reinsve, Anders Danielsen Lie, Herbert Nordrum, Hans Olav Brenner…

 Norvegia, Francia, Svezia, Danimarca 2021; v.o. norvegese; st. italiano; colore; 128’

Premio per la miglior interpretazione femminile a Renate Reinsve, Cannes 2021

 

Terzo film della “Trilogia di Oslo”. Julie ha quasi trent’anni e non sa ancora cosa fare nella sua vita. È passata dalla medicina alla psicologia alla fotografia e ad ogni scelta si è accompagnata una relazione sentimentale. Quando incontra Axel, autore di fumetti underground, va a vivere con lui, ma l’irrequietezza della giovane donna permane e il destino riserverà sia a lei che ad Axel parecchie sorprese…

Un film sui sentimenti e sulla loro inadeguatezza all’oggi, che però cerca nelle dinamiche di un cinema old style il suo luogo odierno. Una commedia romantica che però è in verità un dramma sull’atrofia affettiva: i dubbi, le eterne perplessità e le eterne insoddisfazioni, gli slanci e le mancanze, i pieni e i vuoti improvvisi. Fino a scontrarsi con una realtà – la malattia – che chiede di essere ascoltata, capita, non biasimata. La persona peggiore del mondo è anche la più credibile, nel mondo dei millennial: la protagonista vive di cuore in cuore, sceglie di non fermarsi, sceglie di tagliare i ponti, torna e si allontana di nuovo.

(da Pier Maria Bocchi, in “Cineforum”, nuova serie, n.3, settembre 2021)

 

 

Mercoledì 21 ottobre, ore 20.30

ARMAND

di Halfdan Ullman Tøndel

con Renate Reinsve, Ellen Dorrit Petersen, Endre Hellestveit, Thea Lambrechts Vaulen…

Norvegia, Olanda, Germania, Svezia, Gran Bretagna 2024; v.o. norvegese; st. francese; colore; 98′

Caméra d’Or, Cannes 2024

 

Poco prima delle vacanze, la madre di Armand (un’attrice rimasta sola dopo la morte del marito) e i genitori di Jon vengono convocati dalla dirigenza di una scuola elementare per discutere di una questione spinosa, frutto di testimonianze discordanti: nei bagni della scuola, tra i due bambini di sei anni potrebbe essersi consumato qualcosa di più di un gioco innocente.

Si tratta del film d’esordio di Halfdan Ullman Tøndel, nipote di due nonni dai nomi decisamente “ingombranti”: Ingmar Bergman e Liv Ullman. Nel film si parte dai bambini e dall’ambiente scolastico per indagare il groviglio di pregiudizi, contraddizioni, manipolazioni che imbrigliano la vita interiore degli adulti. Eccezion fatta per prologo ed epilogo, simmetrici e speculari, il film si svolge interamente dentro una scuola, tra corridoi avvolti nella penombra e aule deserte con le sedie sui banchi. Un ambiente chiuso, umbratile, a tenuta stagna, in cui si soffoca, e non solo per il caldo estivo ormai alle porte. Un luogo che è una manifestazione della vita psichica dei personaggi. Il film è però preordinatamente sofisticato e il suo simbolismo esibito e insistito soffoca le emozioni, vanificando persino l’interpretazione maiuscola della sempre più entusiasmante Renate Reinsve.

(da Vittorio Renzi, in quinlan.it, 30 dicembre 2024)

 

Mercoledì 28 ottobre, ore 20.30

SOLOMAMMA (Noi due sconosciuti)

di Janicke Askevold

con Lisa Loven Kongsli, Herbert Nordrum, Rolf Kristian Larsen, Nasrin Khusrawi, Celine Engebrigtsen…

Norvegia, Lettonia, Lituania, Danimarca,Finlandia 2025; v.o. norvegese; st. francese; colore; 99’

Premio della Giuria ecumenica, Locarno 2025

 

Edith vive in un angolo della Norvegia con la madre, che soffre di una malattia degenerativa, e il suo bambino, figlio di un donatore anonimo che diventa presto un’ossessione. Stimolata da un’amica, da brava giornalista si mette sulle tracce di Inuus, pseudonimo del misterioso donatore, che ha una moglie, una figliastra e un vecchio scandalo alle spalle. Contro ogni previsione, Edith si innamora, ricambiata, e le cose si complicano…

Un’indagine avvincente su un aspetto raramente trattato della maternità, che rivela presto faglie e dubbi. Il film ha l’indubbio merito di portare scompiglio sulla rappresentazione del modello familiare padre-madre-figlio, basato sul matrimonio e sulla procreazione della coppia. Qualsiasi deviazione da questo modello è vista ancora con disapprovazione. Il film di Janicke Askevold sfida i pregiudizi sulla procreazione assistita e supera addirittura la linea rossa mettendo sotto i riflettori i donatori condannati all’anonimato perpetuo. Non in Norvegia, che ha riformato da tempo il proprio modello bioetico.

(da Marzia Gandolfi, in mymovie.it, 6 maggio 2026)

29.09 - 03.11 / 2026
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